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la posizione di Rosa Luxemburg

Voglio riportare qui il testo di una poesia di Conrad Meyer che Rosa Luxemburg ha inserito in una lettera dal carcere a Mathilde Jacob, altra esponente della fazione socialista radicale cui apparteneva Rosa, da cui si evince il reale atteggiamento della Luxemburg nelle sue convinzioni rivoluzionarie e di conseguenza nelle sue posizioni politiche. La poesia è citata a memoria dalla Stessa per cui può non essere esatta nel testo.

La confessione di Hutten:

Ecco che cammino sulla mia tomba

Ehi Hutten, vuoi confessarti?

Così sono usi fare i cristiani. Mi batto il petto.

Essere uomo non significa dunque avere coscienza delle proprie colpe?

Mi pento di aver compreso troppo tardi il mio uffizio,

mi pento perché il mio cuore è arso di una fiamma troppo tiepida,

mi pento di non aver agito, nelle lotte che ho sostenuto,

con più audacia e di non aver inferto colpi più duri.

Mi pento di non esser stato bandito più di una volta.

Mi pento di aver sovente conosciuto la paura.

Mi pento di ogni giorno trascorso senza ferite.

Mi pento di ogni ora trascorsa senza ira.

Mi pento, lo confesso con la più grande contrizione,

di non essere stato tre volte più audace.

Ho riportato questo indizio puramente emotivo del pensiero di Rosa Luxemburg per cercare di far luce su dii alcuni equivoci che interessano la reale direzione di questo. Nella polemica con i Bolscevichi e in particolare Lenin sull’organizzazione del movimento di lotta del proletariato e la concezione del centralismo democratico la Luxemburg esterna la sua posizione sulla libertà di espressione. Dalle parole che vengono usate si potrebbe dedurre che sia sostenitrice, in modo semplicistico ed astratto dell’idea di libertà propria della concezione liberale borghese.

A questo punto occorre chiarire almeno due questioni. La prima è che negli anni precedenti la prima guerra mondiale tutte le componenti socialiste pensavano al processo storico di liberazione del proletariato come ad una naturale prosecuzione e approfondimento di quello democratico borghese.

Sarà la guerra a seppellire questa illusione, con il tradimento della parte maggioritaria riformista in Germania e in diversi altri paesi che si allea con le forze reazionarie e militariste della borghesia scatenando la repressione sui movimenti di rivolta degli operai nella quale troverà la morte la stessa Rosa.

La seconda è che queste parole, scritte dalla Luxemburg prima appunto della guerra, si riferiscono comunque alla libertà di critica ed organizzativa all’interno dello stesso movimento operaio. Diversa questione e prospettiva la libertà per le forze reazionarie antioperaie. Questa concezione diversificata sarà espressa ulteriormente con più convinzione dopo la guerra; quando, liberata dal carcere e tornata alla testa del movimento rivoluzionario, condividerà pienamente con Lenin la necessità della soppressione integrale delle libertà politiche per la classe degli sfruttatori. Occorre inoltre chiarire che per lei come per altri pensatori marxisti la rivoluzione è una necessità storica determinata dagli stessi inesorabili ed impersonali processi dello sviluppo capitalistico. Per cui sono le condizioni date e non generiche considerazioni moralistiche a dettare le modalità, per quanto dure possano essere, attraverso le quali si manifestano le fasi della lotta.

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