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alienazione collettiva

Come previsto la situazione scivola lentamente verso la generalizzazione di un conflitto mondiale; ma non c’interessa entrare nel merito di questo quanto dare uno sguardo a comportamenti e atteggiamenti, allo stato psicologico delle masse quindi, che risulta veramente impressionante e desolante. Se è vero, d’altra parte, che questa situazione risulta somigliante, da questo punto di vista, a situazioni storicamente precedenti, è evidente come sia del tutto inedita l’accentuazione patologica di indifferenza, incapacità di comprensione della realtà che ci circonda, delega dell’esercizio della critica. Questo è in parte dovuto a politica e informazione ufficiali (destrorse o progressiste che si voglia) le cui menzogne e i cui veleni non trovano opposizione che sporadicamente in pochi gruppi e persone. Ma è dovuto anche all’uso che viene fatto della Rete, alla passività con la quale viene recepito tutto ciò che proviene dai Social. E qui occorre fare una critica all’atteggiamento dei soggetti antagonisti o comunque d’opposizione che non si differenzia molto da quello di tutti gli altri; poiché tendono a riposare eccessivamente sull’uso, certamente comodo di questi strumenti. Se, infatti, non è certamente in discussione l’istanza di utilizzare tutti i mezzi possibili forniti dalla tecnologia per la propaganda e la diffusione di idee e pensiero critici, è necessario, altresì, non abbandonare del tutto i mezzi e le forme tradizionali della comunicazione e soprattutto la frequentazione e la presenza personale e fisica. Comunque è sempre buona cosa diffidare di fonti di informazione non sicure e soprattutto rifiutare luoghi comuni e terminologie mediatiche che sono creati appositamente per confondere e intorbidire la conoscenza e il dibattito sulla realtà che ci circonda.

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